Biografia

Biografia

Nato a Cavi di Lavagna il 25 agosto 1922 da Cataldo, brigadiere della Guardia di Finanza originario di Corato (Bari) e da Gemma Guarnieri, di origine toscana, frequenta da giovane la Società Ginnastica Pro Chiavari, mostrando una propensione per l'attività ginnica; saranno invece i suggerimenti di uno zio a orientarlo verso studi artistici.
Nel 1937, a soli quindici anni, conosce il pittore veneto Lino Perissinotti, da poco trasferitosi a Lavagna, e ne frequenta lo studio fino al 1945, iniziando anche un lungo sodalizio che terminerà solo con la morte del maestro.Frequenta il liceo artistico Nicolò Barabino a Genova dove è allievo dello scultore Guido Micheletti e del pittore e incisore Paolo de Gaufridy, diplomandosi nel 1943. Al 1941 risale la prima esposizione pubblica, con la partecipazione ai "Prelittoriali dell'Arte"; dopo il diploma, alla fine della guerra, si occupa di grafica pubblicitaria e di scenografia per il "Gruppo d'Arte Indipendente di Chiavari" e inizia una attività espositiva in ambito locale.
Il 1946 segna l'inizio di una lunga attività di insegnamento presso la Scuola Statale d'Arte di Chiavari che si protrarrà fino al 1979. Non abbandonerà mai completamente, tuttavia, la didattica organizzando corsi liberi a tema - tecniche del colore, ritratto, figura dal vero, paesaggio dal vero - nel suo studio professionale.
Del 1949 è il viaggio a Parigi nel corso del quale visita la grande mostra antologica dedicata a Cézanne, nel 1955 apre il primo studio in via Doria 9, a Chiavari; luogo di lavoro, ma anche di incontro e di dialogo, caratteristiche che saranno una costante della sua vita artistica e di relazione.Nell'estate del 1956, libero dagli impegni scolastici, viaggia attraverso la Francia, soggiornando a lungo a Parigi; l'anno successivo in Germania, con sosta a Francoforte sul Meno, poi ancora Parigi. Con questi primi viaggi, dai quali trarrà studi e disegni di paesaggi a tempera, si apre una fase fondamentale della vita di De Laurentis che porterà l'artista a esplorare i paesi del nord Europa, affascinato da quei paesaggi sconfinati, a illustrarli e a raccontarne anche le storie in suggestivi taccuini di viaggio manoscritti. Esperienze vissute ancor più intensamente dopo il ritiro dall'insegnamento, quando questi viaggi, patrocinati dai comuni di Chiavari e Lavagna, assumeranno quasi un ruolo ufficiale, quale "ambasciatore" della Liguria.Nel 1959 apre uno studio-bottega a Sestri Levante nel quale lavora come pittore e scultore, dedicandosi anche alle arti decorative, realizzando ceramiche e bigiotteria.
Nel 1960 sposa a Francoforte sul Meno Brigitte Peters, "Gitti", dalla quale avrà due figli: Daniela e Fabrizio. Negli anni seguenti prosegue un intenso percorso espositivo presso gallerie genovesi - da Rubinacci ove espone nel 1982, al Centro d'Arte e Cultura "Liguria" che accoglie una sua personale nel 1985 - e gallerie della Riviera di Levante, ove talvolta propone gli esiti delle sue fughe al Nord: "Incontro con la Danimarca" 1981, "Immagini di Bretagna e Danimarca" 1983, "Acquerelli dell'isola di Texel (Olanda)" 1984.
Dopo la scomparsa della moglie "Gitti", nel 1995 sposa la sua collaboratrice e modella Elisabetta Megazzini.
Nel 1997 tiene la sua ultima personale alla Galleria Cristina Busi a Chiavari; negli anni seguenti, nonostante la malattia che gli impedisce gli spostamenti, continua a dipingere scorci di paesaggi che coglie dalla finestra e a circondarsi di allievi per i corsi di acquerello.
Nel 2000 la Società Economica di Chiavari gli conferisce il Premio alla carriera, coronamento di una lunga e feconda attività artistica.
Scompare a Chiavari il 24 gennaio 2003.

Hanno scritto di Adriano De Laurentis e della sua opera numerosi critici e giornalisti: Enrico Baccino, Felice Ballero, Ettore Balossi, Germano Beringheli, Mauro Bocci, Elena Bono, Rossana Bossaglia, Gianfranco Bruno, Federico Canale, Ugo Carreca, Giacomo Ferrera, Luca Gibelli, Elvira Landò, Elisabetta Megazzini De Laurentis, Elena Morini, Nalda Mura, Emilio Perissinotti, Marina Poletti, Tomaso Rabajoli, Benedetto Resio, Giovanni Riva.

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